Un episodio inquietante ha scosso la tranquilla cittadina di Narni: un ordigno incendiario è stato scoperto all'interno della facoltà di Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza dell’Università degli Studi di Perugia. L'azione è stata rivendicata sul web da un gruppo anarchico, il "Gruppo d'Azione Kyriakos Xymitiris", che ha motivato il gesto come una protesta contro lo Stato italiano e la sua cooperazione con Israele.
L'ordigno e le indagini in corso
Il pacco sospetto è stato trovato lunedì pomeriggio all’interno del "Laboratorio scena del crimine" della facoltà. All’interno, secondo gli investigatori, erano presenti due bottiglie incendiarie. La scoperta ha fatto scattare l’allarme e l’intervento immediato dei carabinieri, che hanno operato con unità cinofile e personale antiterrorismo.
Al momento, l’indagine è coordinata dalla Procura di Terni, ma il fascicolo potrebbe presto passare alla Direzione Distrettuale Antiterrorismo di Perugia. Gli inquirenti ritengono infatti credibile la rivendicazione del gruppo anarchico, che ha dichiarato di aver agito nella notte tra il 30 e il 31 marzo per colpire un centro di formazione per la futura intelligence italiana.
Misure di sicurezza rafforzate
Alla luce dell’episodio, il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica si è riunito per valutare azioni immediate. Il prefetto Orlando, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine, del Comune di Narni e dell’Università, ha disposto l’intensificazione della vigilanza nella sede universitaria. Tra le misure in discussione, anche l’installazione di telecamere di sicurezza interne ed esterne per prevenire ulteriori atti vandalici o terroristici.
La reazione della comunità universitaria
L’episodio ha destato grande preoccupazione tra studenti e docenti. Molti si interrogano su come sia stato possibile introdurre un ordigno all’interno dell’ateneo e chiedono maggiore sicurezza.
"Non ci sentiamo tranquilli, vogliamo rassicurazioni sulle misure che verranno adottate", ha dichiarato uno studente della facoltà. Altri, invece, esprimono preoccupazione per l’escalation di episodi di violenza legati a gruppi estremisti.
Un segnale da non sottovalutare
L’ordigno incendiario di Narni rappresenta un campanello d’allarme su un fenomeno che non può essere ignorato. La radicalizzazione di alcuni gruppi e le loro azioni dimostrative pongono interrogativi sulle misure di sicurezza nelle istituzioni accademiche e sulla necessità di un dialogo più ampio per contrastare il fenomeno.
L’Università è un luogo di formazione e confronto, e deve rimanere tale. Ora la priorità è garantire che episodi come questo non si ripetano, assicurando agli studenti un ambiente sicuro e sereno per il loro percorso di studi.
01/04/2025
Inserisci un commento