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AUTISMO: 500MILA GIOVANI IN ITALIA E ANCORA TANTI DIRITTI NEGATI

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Il 2 aprile non è solo una data sul calendario: è la Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo, un'occasione per riflettere su una condizione che riguarda oltre 500mila giovani sotto i 20 anni in Italia. Eppure, nonostante i numeri impressionanti e le continue ricerche scientifiche, la strada per una piena inclusione e per l'accesso a cure adeguate è ancora lunga.

Un fenomeno diffuso, ma poco conosciuto

L'autismo è un disturbo del neurosviluppo che si manifesta con difficoltà nelle interazioni sociali, un uso peculiare o assente del linguaggio e comportamenti ripetitivi. In Italia, si stima che 1 bambino su 77 sia colpito da questa condizione, con una prevalenza nei maschi. Ogni anno vengono diagnosticati circa 4.330 nuovi casi, ma la consapevolezza del problema è ancora limitata, persino tra gli operatori sanitari.

Questo deficit di conoscenza ha conseguenze dirette sulla qualità delle cure e sull'accesso ai servizi. Lo confermano gli esperti, che sottolineano come il riconoscimento precoce dei segnali di autismo possa fare la differenza nello sviluppo di un bambino. Due studi promossi dalla Fondazione Stella Maris di Pisa stanno cercando di individuare questi segnali già tra i 9 e i 15 mesi di vita, per avviare interventi tempestivi e migliorare le prospettive di crescita.

Il ruolo della ricerca e della legge

Oltre alla diagnosi precoce, servono strategie concrete per migliorare la qualità della vita delle persone con autismo. In questa direzione, l'Istituto Superiore di Sanità ha avviato progetti per tracciare lo sviluppo di oltre 3mila bambini a rischio e per creare una rete nazionale di supporto alle famiglie. Tuttavia, nonostante le leggi in vigore - come quella sull'Autismo del 2015 e l'inserimento del disturbo nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) nel 2017 - le carenze nei servizi sono ancora evidenti.

L'Associazione nazionale genitori persone con autismo (Angsa) denuncia la mancanza di centri per la diagnosi precoce in molte regioni, la scarsità di programmi di supporto nelle scuole e l'assenza di servizi per adulti con autismo. Non è raro che le famiglie debbano ricorrere ai tribunali per ottenere i trattamenti necessari: un esempio recente è la sentenza del Tribunale di Campobasso, che ha condannato la sanità regionale a rimborsare 100mila euro a una famiglia per le spese di riabilitazione del figlio.

Un futuro più inclusivo

Accendere i riflettori sull'autismo non significa solo illuminare monumenti di blu - come avverrà in molte città italiane - ma anche garantire diritti concreti. Un sistema sanitario efficiente, scuole attrezzate con docenti formati e un futuro lavorativo dignitoso sono elementi essenziali per un'inclusione reale.

Il 2 aprile è un giorno per riflettere, ma soprattutto per agire: l'autismo riguarda tutti noi, e costruire una società più consapevole e accogliente è una responsabilità collettiva.

01/04/2025

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